Kizu darake no tenshi - The Goofball

Pesco a piene mani dalle recensioni dei film scritte da me in occasione dell'Asian Film Festival che si tiene a Roma da svariati anni raccolte poi in vari cataloghi. Sono film di difficile reperibilità, a volte spariti troppo presto, la maggior parte mai arrivati sui lidi italiani, ma che vale la pensa recuperare.



Junji Sakamoto ha esordito appena trentenne con un film ambientato nel mondo della Boxe, Sfida sul ring, anno 1989 - anno che vede anche l’esordio alla regia di Takeshi Kitano - colpendo per lo stile decisamente originale e per lo spirito di ribellione giovanile e simpatia che ne emergeva. Al pari di Kitano, Sakamoto, negli otto film diretti in dieci anni di attività, ha sempre toccato argomenti forti - d’altra parte era sua intenzione diventare un regista di “film d’azione” - yakuza, fughe impossibili, amicizie ed amori contrastanti, omicidi - dimostrando un’abilità straordinaria nel raccontare personaggi forti a tutto tondo, perderti votati all’autodistruzione, uomini che vivono ai limiti, atteggiamento che non si è perso neanche quando, per la prima volta, il protagonista di un suo film era una donna, goffa e bruttina, alle prese con le prime esperienze di vita in fuga da un omicidio ma, soprattutto, da una vita piatta e senza sorprese. Tutto controllato da una regia sempre calibrata, folle nei momenti giusti, impassibile negli attimi di requie e capacissima di valorizzare i visi impassibili degli attori così come gli ambienti, musiche sincopate e struggenti, attimi di pace e di smaccato umorismo così come le scene di violenza.

Kizu darake no tenshi segue la stessa traccia, presentando un singolare detective talmente scalcinato da far immediatamente simpatia, già portato sullo schermo, sempre con Sakamoto alla regia e sempre con la faccia impassibile ed ironica di Maki, in Kizu darake no tenshi del 1997. Questo singolare detective privato vive in una specie di casa che definire caotica è poco, in compagnia di un cane, ed è perennemente in bolletta e in contrasto con un suo ex collega. In più in ogni situazione prende mazzate su mazzate. Figuriamoci quando si incaponisce, più per motivi di soldi che per altro, di aiutare una cleptomane triste a trovare il figlio scomparso. Già da questo breve ritratto emergono le caratteristiche dei personaggi di tanti film di Sakamoto, ma con una novità: il detective Hisashi Ishii è una maschera ironica ed irresistibile, un clown stralunato e malinconico, molto diverso dai personaggi di perdenti cui Sakamoto ci ha abituato.
Assolutamente irresistibile l’interprete del detective Hisashi, l’attore Kuroudo Maki, già interprete di un altro film di Sakamoto, My House, ed interprete d’eccezione di A Scene at the sea e Brother di Takeshi Kitano.

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