I libri costano troppo? e io me li compro usati!



Come diceva mio nonno, "I libri costano un fottio!". Metteteci la crisi, il costo della vita, l'inflazione, ancora la crisi, fatto sta che i libri sono uno di quei prodotti il cui prezzo è lievitato costantemente ma implacabilmente.

Del prezzo del cd se ne è parlato in continuazione e si continua a parlarne. Dei dvd anche. Del pane, latte e dei beni di prima necessità i vari tg ci fanno una "capa tanta" (sempre il nonno di prima). Ma i libri? Il loro prezzo continua a lievitare, alla faccia del loro essere considerati "prodotto culturale" ed essere assoggettati all'iva al 4% invece che del 20% come i cd e i dvd.

Forse non si legge più (e per me sono cazzate), forse l'offerta e la concorrenza sono spietate e per rientrare dei costi bisogna per forza imporre certi prezzi. Non conosco certe strategie di mercato, ma so che la carta costa (altrimenti la tipografia non ci chiederebbe un aumento ogni tot mesi per stampare il nostro giornale e non andrebbe in Corea a prendere della carta pessima ma economica), la monodopera c'è, non parlo dello scrittore (che qualcosa vorrà pure guadagnare, no? Mica sono tutti pipparol... emh artisti la cui unica soddisfazione è spargere i loro pensieri sul volgo), ma dei grafici, degli impaginatori, degli illustratori, degli uffici stampa (tutta gente che, diciamolo, il più delle volte viene sfruttata senza ritegno, pagata due soldi e il cui professionismo viene tenuto in considerazione come un herpes il giorno dell'appuntamento con la più figa della scuola). E' quindi giustificato un prezzo alto per un libro?

Non si può pagare 19 euro un libro di 230 pagine scritte a carattere 14. Non si possono pagare 15 euro per un racconto breve. Non si può pagare 5 euro un raccontino di una decina di pagine.

Mettiamoci poi che la maggior parte dei libri che compriamo sono merda. Per non parlare dei cosìdetti fenomeni mediatici (Moccia, Troisi, Meyer, Brown...), alimentati da un ufficio marketing di gente con le palle e che conosce bene le esigenze del suo pubblico. In questi casi rimpiangere la spesa fatta - e non è poca - è un vero dramma.

L'unica soluzione? Per me è dietro l'angolo e sfrutta bene questi tempi di crisi. Stanno nascendo come funghi dappertutto negozietti dell'usato. Ricordo che all'inizio venivano guardati con sospetto. Gli italiani ci entravano come se entrassero in un sexy shop. Comprare roba usata? Era da poveracci. I primi affari i gestori li facevano con gli extracomunitari che andavano lì a comprare mobili economici per le loro case, ma di italiani se ne vedevano pochi... andavano a portare mobili e elettrodomestici vecchi, e poi se la svignavano. Molti neanche tornavano a prendere la loro parte di soldi (in genere questi negozi funzionano così: tu porti l'oggetto, una volta venduto una metà va al gestore del negozio, l'altra metà a te).

Adesso le cose sono cambiate. Il vecchio adesso si chiama "vintage". E questi negozietti sono pieni di gente, di ragazzine che cercano l'abito o l'accessorio della nonna che di questi tempi fa figo, dell'appassionato che cerca vinili rari, del neo-sposino che spera di trovare un frigo che va bene per la sua cucina, della mamma che rimedia un giocattolo per il figlio con pochi euro.

Io vado a caccia di libri.

E di affari ne ho fatti tanti. Libri nuovi pagati la metà della metà del loro prezzo; libri rari o prime edizioni quasi regalati... il fatto è che la maggior parte dei gestori di questi negozi consideano la loro merce "cose vecchie di seconda, terza o quarta mano", e non si rendono conto a volte di avere per le mani beni preziosi.

Nel tempo la mia libreria è lievitata, e non fa che aumentare. Non passa settimana senza che me ne torni a casa con tre o quattro libri nuovi.E ho potuto anche azzardare degli acquisti per pura curiosità (Tre metri sopra il cielo, 1 dannato euro, non vale neanche quello, ma almeno mi sono tolto lo sfizio...), approfondire degli autori (Philip K. Dick per esempio, i vecchi tomi della Fanucci si trovano dappertutto a prezzi ridicoli, o Lucarelli il cui ultimo romanzo ho pagato 5 euro contro i 19 di listino, o ancora il giornalista/scrittore Pileggi da cui Scorsese ha tratto i suoi capolavori ma che qua in Italia è ormai da tempo fuori catalogo), e fare affari (Il primo numero di Urania, 10 Ottobre 1952, Le sabbie di marte, Arthur Clarke, 1 euro; Mano armata di Gray, il romanzo da cui Sergio Leone trasse C'era una volta in America, con l'introduzione dello stesso Leone, 2 euro con bacio...).

A volte esco da questi negozietti saltellando e cantando come un cherubino e i proprietari non riescono a capirne il motivo...

In questo modo ho conosciuto e apprezzato autori che mai avrei conosciuto. Così come case editrici piccole ma assolutamente valide.

E ho potuto leggere somme porcate, ma fa parte del gioco dell'appassionato.

Per non parlare di tutto il resto che è possibile trovare, e parlo di fumetti o vecchi giocattoli (e la mia Match Patrol - 3 euro - è lì per ricordarmelo)

Discorso molto simile ai negozietti dell'usato sono le bancarelle durante i vari mercatini domenicali. Ogni paese, rione, quartiere ne ha una, e c'è sempre il bancone con "1 libro 3 euro". Una manna.

Nuova etichetta per questo blog, dunque, "Mercatini e negozi dell'usato", ci inserirò di volta in volta indicazione sui negozi che troverò e una loro descrizione. Se voi ne conoscete altri, scrivetemelo pure e lo pubblicherò.

Boicottiamo chi vuole vendere a peso d'oro la cultura. Compriamo l'usato.

Save the book, save the life.

Commenti

  1. A prescindere dal fatto che sono pienamente d'accordo con te e sostengo in pieno il motto "Save the book, save the life", mi piaceva raccontare un aneddoto: c'era un mio vecchio capo (ex ex ex e ancora ex) che adorava così tanto i libri che di fronte ai prezzi dei volumi che voleva comprare diceva sempre: "solo 10000 lire!.. guarda questo: solo 20000 lire... e questo? solo 29000 lire!!!!" (altri tempi lo so).
    Il punto è che lui considerava i libri al pari dei gioielli e lodava e ringraziava Dio che i primi costassero meno dei secondi....
    Buona settimana!

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  2. Ma anche per me i libri sono come dei gioielli, ma il loro prezzo sta continuando a salire e bisogna correre ai ripari in qualche modo, no? E l'usato è un ottimo metodo...

    "Save the book, save the life", non so come mi è venuto in mente, però rende bene l'idea!

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  3. come mi sono ritrovata in questo post!
    Lo segnalo sul mio blog!!
    E evita come la peste il gioco dell'angelo, ma L'ombra del vento merita. Adesso c'è in edizione economica, 6 euro (se non riesci a trovarlo usato!).

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  4. "Boicottiamo chi vuole vendere a peso d'oro la cultura. Compriamo l'usato."

    Aggiunta alla lista delle citazioni preferite. :D Più che altro, perché gran parte di ciò ch'è rimasto 'culturale' appartiene all'usato. Tra le cose nuove, per trovarne c'è bisogno della spalatrice.

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  5. I libri costano troppo...
    E poi dicono che la cultura è per pochi?

    La soluzione?
    Altro che usato...Ci si compera un bel lettore di ebook...si fa lo spesone una volta...E poi via, tutti i libri "gratis"!
    W lo scrocco dal web!
    W lo scaricaggio pazzo!
    W la pirateria libraria!

    - così imparano a mettermi un libro, come hai detto tu, a 20 euris per 250 pagine scarse!

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  6. Il lettore ebook lo devo provare... ho provato a leggere qualcosa sullo schermo del pc ma non ci sono riuscito ;(
    Purtroppo rimango un romantico su certe cose: l'odore della carta, il fascino del libro dalle pagine ingiallite...

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  7. Ti capisco perfettamente sulla "romanticheria" del libro poichè in fondo in fondo la penso anche io come te...
    Al pc ovviamente è impossibile (almeno per me) leggersi un libro intero...


    Però penso che il futuro siano proprio i lettori ebook portatili...risparmio di "soldi", ma soprattutto, di spazio!! :)

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  8. Sul pc è impossibile... conosco persone che lo fanno e poi non capiscono perchè stanno male. Sembra strano ma la luce e i colori del display danno fastidi se si legge per un'ora o + di seguito.
    L'anno scorso ho comprato sull'ebay americano il PRS-505 della Sony. E' stato un regalo costoso ma meraviglioso!!! Costano ancora troppo ma in un anno sono rientrato nella spesa!
    Per certi libri rimango romantico anch'io... per altri ho trovato alternative per niente romantiche ma efficaci!

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  9. Stranamente a differenza di altri aggeggi elettronici questi lettori di ebook non vengono pubblicizzati per niente o sbaglio? Anche girando per vari reparti di negozi di elettronica non mi è mai capitato di vederli, ma in Italic i sono?

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  10. Purtroppo no. In Italia non c'è interesse a pubblicizzare un prodotto del genere, tantomeno produrlo o rivenderlo.
    Ci considerano (e ci consideriamo) il paese dei non lettori...
    La speranza è che, essendo una tecnologia innovativa, una volta superata la fase di startup e i costi ancora elevati, si possano creare mercati per strumenti di questo genere.
    Sony, una ad esempio, ci crede e ci sta lavorando tanto.

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  11. Anche io li compro usati ai mercatini dell'usato appunto...e quando esco io e il mio portafogli siamo contenti come una pasqua! E poi prendo anche quelli che non mi convincono del tutto, tanto il prezzo lo permette :)

    ciao
    poetaminore
    vieni a trovarmi se vuoi

    http://www.siamotuttimcgyver.blogspot.com/

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  12. Tanto prima o poi arriveranno anche qui da noi, alla fine non decidiamo neanche tanto noi, decide il mercato... e penso che il mercato vada in quella direzione...

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  13. Io solitamente non acquisto mai libri appena usciti, anche se tendenzialmente mi attrae la trama. raramente acquisto libri a 20 euro, soprattutto quelli di 100 pagine (che in genere non acquisto nemmeno ad 8 euro.. io adoro i libroni interminabili!). a parte che solitamente sono piu ropensa ai classici, e quindi non ho molti problemi di prezzo visto che i classici costano meno. cmq se proprio un libro mi interessa aspetto pazientemente che diventi un best seller :)

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