Pubblicità e sfruttamento del dolore (Salva la vita ma non il buon gusto)

Solo io trovo di estremo cattivo gusto la pubblicità che sta passando in questi giorni sulla Rai della Salvalavita Beghelli? Due ragazze in macchina, allarmate e spaventate, il branco fuori che gira intorno all'auto come pescecani su una preda.
E la mente ancora scossa dai recenti fatti di cronaca per non pensare che questo è sfruttamento di dolore e sofferenza.

Poi salverà anche la vita, non lo metto in dubbio, ma chi salva il buon gusto e il rispetto per le vittime?

Commenti

  1. Beh, io salvo rare eccezioni trovo di cattivo gusto TUTTA la pubblicità, quindi non faccio statistica.

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  2. E hai anche ragione... ma un conto sono i soliti ammiccamenti, un altro sfruttare un recente e doloroso fatto di cronaca...

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  3. Ti chiedo un immenso perdono perchè tu è tanto tempo che mi segui, mentre io ho avuto tempo solo ora di vedere un po' il tuo blog e mi piace :) cercherò di seguirlo tempo permettendo... Grazie per la presenza del mio blog nel blogroll, ricambio volentieri!

    In merito all'articolo, purtroppo gli spot non hanno più confini di buon costume o onestà o senso critico, basti pensare al nudo (sempre più vistoso anche nelle fasce protette e in vari programmi tv), alla violenza, ai doppi sensi...

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  4. a me sembra che i pubblicitari autori di quello spot siano calati come un branco di iene su certi dolorosi fatti di cronaca...

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