La gelosia, mon amour



Sono reduce dalla visione di Il Caso dell'infedele Klara, film di Roberto Faenza con Claudio Santamaria, Iain Glen, Laura Chiatti e Kierston Wareing. Reduce è proprio la parola giusta. Il film è una sofferenza terribile dall'inizio alla fine: recitazione svogliata; attori diretti male; dialoghi banali; regia televisiva; trama al limite dell'assurdo.

Il peggio del peggio dei film italiani. Vorrebbe puntare in alto, analizzare le ragioni di quel sentimento che sa tanto di malattia che è la gelosia, ma finisce per volare rasoterra, non coinvolgere e annoiare.

Pensare che la gelosia ha partorito film molto belli, che analizzano questo sentimento inquadrandolo in trame grottesche, o drammatiche, o noir, o comiche e divertenti. Ne voglio ricordare due: il primo film, francese, è L'inferno (L'Enfer), del 1994, diretto da Claude Chabrol e interpretato da una stupenda Emmanuelle Béart. Qui la gelosia assume connotati pericolosi e inquietanti, e trascina il marito della Beart (e come dargli torto!) in un girone infernale di sospetti, fantasie, tormenti. Un film altamente drammatico, con un finale secco e per niente conciliante. Chabrol è chiaro: per lui la gelosia è un vero e proprio "girone dantesco", se si inizia a percorrere la strada che conduce all'inferno, non si può far altro che continuare a scendere...



Che la gelosia sia una malattia (quasi) impossibile da curare lo si evince anche dall'esordio alla regia di Gabriele Muccino, Ecco fatto, anno 1998. Un piccolo cult, un film sorprendente, molto divertente, in cui sono presenti le caratteristiche di quello che sarà poi il "Muccino's touch", recitazione esagitata e camera traballante compresa.

Matteo (Giorgio Pasotti) e Piterone (Claudio Santamaria) sono amici da sempre e assieme cercano di passare per la terza volta gli esami di maturità, ma un giorno Matteo conosce una bellissima ragazza slava, Margherita (Barbora Bobulova) di cui si innamora perdutamente. I due andranno a vivere insieme, ma nasce in Matteo una gelosia dettata dall'insicurezza.

Il personaggio memorabile del film è sicuramente Piterone, pluriripetente amico di Matteo che lo coinvolge in imprese impossibili e gli riempie la testa con la sue "regole" per conquistare una ragazza. Rimangono in testa le sue frasi-tormentone ("Gallina che non becca, ha già beccato!" o l'intercalare "Tranquilo!"). Piterone è interpretato ottimamente da Santamaria in maniera naturale (anche se caricaturale, ma fa parte del personaggio); attore discontinuo, dunque, come abbiamo potuto vedere nel corso della sua carriera, certo non si spiega il pessimo risultato che invece ottiene in Il Caso dell'infedele Klara, dove sicuramente conta la maldirezione degli attori da parte del regista.



Alla faccia della tanto sbandierata gelosia femminile, questi tre film, insieme alle ultime drammatiche vicende di cronaca sono esempi di gelosia tipicamente maschile, magari diversa da quella femminile, ma ugualmente distruttiva...

Ed ecco le tre fondamentali "lesson" di Piterone:





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