Aiutiamo il cineclub Detour a sopravvivere



Il Detour di Roma è uno spazio romantico, unico nel suo genere, un luogo dove si vive e si respira cinema, dove è possibile unire cultura, divertimento, emozione, innovazione, sperimentazione.
Il Detour è come uno di quei cinemini di Provincia in cui molti di noi sono cresciuti; uno di quei cinema dove si conoscevano per la prima volta i grandi nomi del cinema o si vedevano film che non capivamo o semplici schifezze inguardabili e divertenti; dove si portava per la prima uscita la ragazzina conquistata con tanta fatica, sudore della fronte e charme; dove ci si scambiava il primo bacio e si allungavano le mani per "toccare con mano"; dove si conoscevano tutti, dalla cassiera che ci faceva entrare anche se il film era V.M., alla maschera che raccontava la fine del film per farci dispetto; uno di quei cinema che poi sono morti, hanno ceduto ai multisala, alle nuove tecnologie che una piccola sala non poteva permettersi, hanno chiuso, sono stati demoliti, sono stati trasformati in centri commerciali, negozi senz'anima, senza una storia, senza un briciolo di poesia.
Ed è questa la fine che vogliono far fare anche al cinema Detour, che rischia di scomparire dopo 12 anni di attività. Ad agosto, infatti, non avrà più una sede perchè al suo posto sarà aperto un ristorante. Forse possiamo impedirlo con un piccolo gesto: aiutiamo i sogni a sopravvivere, e la cultura ad avere una casa... manifestate il vostro sostegno al Detour scrivendo all'indirizzo: aiutiamodetour@gmail.com, bastano un paio di righe di sostegno, indicando nome cognome e professione.

"Un capitale di risorse umane e culturali andrà disperso se non troveremo adeguati finanziamenti da parte delle istituzioni - scrivono i gestori del Detour - la volontà di cambiare sede e continuare a lavorare c'è, unita tuttavia all'esigenza di restare nel quartiere Monti del centro storico che lo ha fino ad oggi ospitato. Nel rione, il Detour ha operato al meglio gestendo una programmazione attenta ai prodotti indipendenti e spendendosi attivamente sul fronte dell'impegno sociale. Uno dei pochi, se non il solo, cinema del centro a organizzare con cadenza settimanale iniziative accessibili a persone diversamente abili e proiezioni commentate per non vedenti. Una realtà, dunque, che usa il cinema come strumento di integrazione sociale. Soprattutto luogo vitale e spazio di riflessione indipendente, dove cineasti sconosciuti e maestri indiscussi del cinema hanno avuto la medesima opportunità di confrontarsi con cinefili e appassionati".

Proprio al cineclub Mario Monicelli, che vive da molti anni nel quartiere, ha scelto di dedicare un segmento del suo recente documentario "Vicino al Colosseo c'è Monti".

Commenti