Alda Teodorani: il dolce sorriso della regina dell’horror

Ho conosciuto Alda Teodorani nel 2003. Nella città in cui vivo era stata organizzata (grazie Giulio!) una interessante iniziativa che univa letteratura, musica e fumetto. Qui era presente Alda, la più estrema delle scrittici horror italiane, che ha avuto la gentilezza di rispondere ad un paio di domande e firmarmi un suo libro (vabbè lo sapete che sono un maledetto feticista, no?). Questo è il breve articolo che scrissi all'epoca. Per chi voglia avvicinarsi alla scrittura di Alda, e non è troppo impressionabile, consiglio il recente ottimo volume uscito per "Il Giallo Mondadori presenta", "I sacramenti del male".



E’ una delle poche donne in Italia ad essersi avvicinata al genere horror e lo ha fatto infrangendo le barriere del moralismo, utilizzando tecniche narrative che prediligono atmosfere cupe e disincantate, mettendo al centro di ogni suo scritto il male puro che spesso sfiora la perversione delle anime e dei corpi. Alda Teodorani, autrice di numerosi libri e racconti, autrice “di culto”, continua il suo cammino nella letteratura horror, intrapreso già all’età di vent’anni e che nel tempo le ha dato la possibilità di farsi conoscere ad un pubblico sempre maggiore.
“Ovviamente come scrittrice mi rivolgo a tutti - spiega - ma ho riscontrato una maggiore attenzione soprattutto da parte di ragazzi in una fascia di età compresa tra i diciotto e i trent’anni”.

Potremmo definirla un’adepta di Edgar Allan Poe, che sicuramente ha avuto una forte valenza nel suo percorso formativo. Alda vanta un curriculum di tutto rispetto che spazia dalla sceneggiatura per fumetti sulle storiche riviste Splatter e Mostri ai racconti in antologie quali: Raccontare il tempo, Nero italiano, Giorni violenti, Gioventù cannibale, Bambini assassini, La donna nel ritratto, Grande Macello e tanti altri ancora. Numerosi anche i suoi libri, tra i più noti ricordiamo: Giù, nel delirio, Il segno di Caino, Labbra di sangue, Organi, Le radici del male.

“Belve è il mio ultimo libro - continua Alda - ed è una reinterpretazione o per meglio dire una summa di tutti i generi letterari. Io infatti ritengo che l’abilità di uno scrittore risieda nella consapevolezza che c’è qualcosa da carpire in ogni genere letterario e Belve è il trionfo di questo esperimento. Il mio desiderio più grande è quello di non fare mai annoiare il lettore, non tanto per quanto riguarda gli avvenimenti, ma per i personaggi che ogni volta cerco di arricchire”.

Consigli a giovani scrittori? “Il consiglio che posso dare è quello di leggere tanto e soprattutto di leggere più autori, perché non c’è un autore più importante dell’altro, ma fondamentali sono invece i meccanismi narrativi che loro usano. Quindi bisogna fare molta attenzione agli escamotage ai quali ricorrono per risolvere i problemi stilistici e le tecniche che utilizzano ad esempio per fare dei flashback, per poi interpretare queste cose a livello personale e farle proprie”.

Qui il sito di Alda Teodorani.

Commenti

  1. ciao, mi piace molto il tuo sito ed ogni settimana cerco di venire a leggere i post, posso mettere il link nel mio elenco blog preferiti? se ti va puoi fare lo stesso, ne sarei onorata


    ciao

    samuela

    http://labancarelladiziasam.blogspot.com/

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