I love Radio Rock



E' il 1966 – il periodo più straordinario per il pop britannico – e la BBC trasmetteva solo 2 ore di rock and roll alla settimana. Ma una radio privata, Radio Rock, trasmetteva musica rock e pop, da una nave al largo della Gran Bretagna, 24 ore al giorno. E 25 milioni di persone ascoltava questi pirati ogni giorno.

Dopo essere stato espulso da scuola, Carl viene spedito dalla sua ricca madre presso il suo padrino Quentin, con la speranza che capisca ciò che vuole fare nella vita. Ma Quentin è il capo di Radio Rock, il boss di un gruppo di folli Dj che vivono un periodo straordinario delle loro vite.

Adoro i film intelligentemente e simpaticamente ruffiani. Quelli che sanno bene cosa vuole lo spettatore, quelli che sono consapevoli dei punti di forza della pellicola e te la sbattono in faccia senza pudore.

I love Radio Rock è così: ruffiano, adorabile, divertente. Nel raccontare la storia della realmente esistita Radio Carolina, il regista Richard Curtis usa tutti i clichè di un film di questo tipo, ambientato in quell'epoca fantastica. Dunque grande musica ad invadere ogni minuto della pellicola (e che musica: Who, Cream, David Bowie, Procol Harum, Kinks, Otis Redding...); personaggi e situazioni bizzarri e stralunati; interpretazioni eccellenti di Philip Seymour Hoffman, Bill Nighy, Kenneth Branagh, Nick Frost, e poi ovviamente a corollario della musica, sesso e droga (più parlati che esibiti).

Il risultato è un film divertente e leggerino, che riesce a raggiungere il suo scopo: far muovere sulla poltroncina del cinema dall'inizio alla fine e stamparti sul volto un sorriso ebete e nostalgico.

Esci dal cinema e ti viene voglia di spolverare tutti i tuoi vinili, metterli sul piatto e alzare il volume a palla.

A margine: ma quanto starei bene vestito anni '70?

Commenti

  1. Questo sarò costretto a recuperarlo più avanti (colpa mia che sono andato a vedere il film di Ken ^__^")così magari riesco anche a vederlo in lingua originale ^__*

    RispondiElimina
  2. Te lo consiglio! E' veramente molto divertente con una musica da paura!!!

    RispondiElimina
  3. Ah, ecco, io pensavo che fosse un film "intellettualoide" ma alla fine ruffiano, da come ne parli tu invece sembra un film ruffiano si, ma in maniera sincera. E questo lo apprezzo sempre. A questo punto a breve lo vedrò.

    Per risponderti a una cosa che mi avevi detto sulla leggenda di Raoul: ho visto ieri Kenshiro, e hai proprio ragione, fa pena. Stupido di una stupidità incredibile, noioso di una noia incredibile, non è nemmeno una briciola di quello che è stato La leggenda di Hokuto. Riprende dalla serie che tutti abbiamo amato, solo le cose più stupide. Una vera deluzione... :(

    RispondiElimina

Posta un commento