L'ultimo dominatore dell'aria



Mica ci saremo dimenticati di M. Night Shyamalan? Dopo E venne il giorno, (che non ho apprezzato molto a dire la verità) il regista indiano torna al cinema con L'ultimo dominatore dell'aria, primo capitolo di una futura trilogia (se avrà successo al botteghino) ispirata all'anime omonimo Avatar: The Last Airbender.
La pellicola vedrà come protagonista Dev Patel (The Millionaire), Noah Ringer, Nicola Peltz, Jackson Rathbone e Jessica Jade Andres.
L'hanno definito un "fantasy per famiglie"... certo ultimamente questi "fantasy per famiglie" non hanno certo prodotto risultati memorabili e non hanno saputo affascinare o coinvolgere il grosso pubblico (ad eccezione di Harry Potter), voglio però dare fiducia al buon Shyamalan, di capolavori (e ottimi film) nella sua carriera ne ha fatti, una sua visione di cinema ce l'ha, e con il fantastico ci è sempre andato a braccetto.

Riuscirà questa volta a rinunciare ai suoi famosi finali ad effetto?

Per la cronaca: sono uno dei pochi che ha amato e difeso quel gioellino di Lady in the Water. Per me commovente, lirico e poetico come pochi fantasy sono mai stati. E poi come si fa a non amare la Narf interpretata da Bryce Dallas Howard?

Commenti

  1. Anche io ho difeso Lady in the Water e così tutta la filmografia di Shyamalan sempre ingiustamente sottovalutata!
    Anche E venne il Giorno mi è piaciuto ma il punto più alto della sua filmografia credo sia Unbreakable!
    Perciò si attende con piacere questo suo nuovo film ^__^

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  2. Unbreakable è bellissimo! E così anche The Village o Signs o Il sesto senso... a me è piaciuto anche Ad occhi aperti! Ma Lady in the Water è riuscito proprio a conquistarmi, era da tanto che non vedevo un fantasy così poetico, doloroso, umano... mi è venuta voglia di rivederlo!!

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  3. Concordo in pieno per la Lady, e vorrei ricordare anche il tenerissimo Paul Giamatti.
    Era esplicitamente una fiaba sin dai titoli di testa, nessuno ha cercato di barare: quindi come una fiaba si è sviluppata, con tutti gli archetipi e la trama del caso. Ma con tanta tenerezza, con tanta disperata voglia di credere che la razza umana abbia conservato il diritto "di essere salvata", da toccare davvero nel profondo.
    Non per niente il Guaritore sarà solo colui che ha in sé così tanta speranza da rianimare quella di tutti, e nonostante il suo grande dolore personale, Cleveland non ha esitazioni, quando accudisce gli altri e afferma il diritto di ognuno alla salvezza.

    Forse il film che meglio sintetizza tutte le tematiche che il regista distribuisce nei suoi film. Ma solo "per chi ha orecchie attente per ascoltarle", però.

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  4. @la parda Flora: Un bellissimo commento, il tuo, che condivido in pieno. Oltre al personaggio della Narf e a quello di Giamatti, mi piace ricordare il film come un'opera corale in cui tutti i personaggi (bizzarri, folli, divertenti...) hanno una loro funzione all'interno della "favola", il che rende questo film umanissimo e veramente ricco di sfaccettature.

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  5. @ Vagabond: oh, certo!
    Credo proprio che mi piacerebbe abitare in un condominio così...
    Sto giusto cercando casa.
    :-)
    L'equilibrio fra ironia e tenerezza struggente nella sceneggiatura (che il regista ha riscritto per ben 13 volte per ottenere il risultato che voleva), e che in tanti non hanno capito, è delizioso.
    Credo che per Shyamalan il problema sia che la gente, ingannata dal "Sesto senso", e anche dalla eccessiva diffusione di una certa ignoranza e disabitudine a ragionare con la propria testa, cerca sempre di più la rassicurazione delle etichette. Se non la accontenti, la disorienti, la infastidisci, forse addirittura la spaventi.
    Il ragionamento più comune è quindi che il Sesto senso è un horror, da cui Shyamalan è un regista di horror, come Romero, per dire (che in realtà faceva satira politica - poveri zombie, che sempre più vedo attorno a me! - ma questo è un altro discorso).
    Quindi lo spettatore medio si aspetta che Shyamalan faccia solo film horror.
    Poi lui fa un film acuto sulla Fede (intesa in senso assoluto) come Signs, e allora diventa un regista di fantascienza. Ho letto uno spettatore criticarlo perché secondo lui con quel film equiparava Dio e alieni.
    E così via... da farsi cadere le braccia.
    Invece lui è lui, e basta.Può piacere o no, ma ha una sua personalità che parecchi potrebbero invidiargli.
    Che mi siano piaciuti o no, non c'è un suo film che non ricordi - e non è una cosa che possa dire di tantissimi altri registi.
    Ciao.
    f.

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