Il ferroviere e il golden gol



Tutte le province sono uguali, che si tratti della Provincia di Roma o quella della Puglia dove è ambientato Il ferroviere e il golden gol, secondo libro (dopo “Piccolo Venerdì”) di Carlo D’Amicis.
La provincia di Carlo è fatta di cassaintegrati e fratelli paraplegici, sindacalisti e ferrovieri, circoli dello sport e dilettanti del pallone. Un mondo intero che gira intorno alla Juventus, ricordando i grandi miti del pallone. E il pallone è proprio il centro dei sogni di questi personaggi, a partire dal protagonista, ferroviere da vent’anni.

“Se ci pensate - dice nell’incipit del libro - il pallone è rotondo solo quando rotola, altrimenti è volatile come la fantasia. E vi assicuro che quel pallone volava, e mentre volava era così bello, ma così bello, che tutti coloro che sollevarono gli occhi per guardarlo (tutti quelli, si capisce, che ancora custodivano un sogno) vi misero dentro i propri perché li portasse via”.

Ho sempre guardato con un misto di curiosità, preoccupazione e ammirazione gli appassionati di calcio, sarà perchè ho adorato giocarlo da ragazzino ma non mi hai preso la vera passione calcistica, quella che mi fa urlare davanti lo schermo, andare allo stadio in qualsiasi condizione atmosferica, intrattenere infinite conversazioni al bar con sconosciuti per una formazione errata messa in campo dall'allenatore. Posso però capire il senso di tutto questo: il calcio come appuntamento settimanale, o quotidiano, da aspettare con ansia, come se da quel tiro, da quel golden gol, da quella faccia amica e sudata del giocatore della nostra quadra, dipendesse una svolta particolare della nostra vita, una deviazione che ci può far uscire dai limiti angusti della routine a volte pesante, a volte noiosa. E allora è meglio correre dietro ad un pallone (anche se solo sognato) piuttosto che rimanere imprigionati per sempre.

Bel libro, questo di Carlo D’Amicis, sincero, ricco di passione per i personaggi, per le loro storie, vero e vissuto come una fotografia ingiallita da cui traspaiono sentimenti profondi. Malinconico, a volte, doloroso, ma anche ironico e divertente. Edito da Transeuropa, purtroppo attualmente introvabile, è un libro che vale la pena scovare nei mercatini e nei negozietti dell'usato, leggere e poi assorbire lentamente. Un piccolo libro, con una piccola storia, in grado di suscitare grandi emozioni.

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